Il diario di Papelucho


Quello che esta succedendo è terribile. Veramente terribile, e ieri ho passato tutta la notte a pensarci, senza dormire. Ê una di quelle cose che non si possono raccontare perché non ci sono parole. E io so che fino a quando non lo racconterò non riuscirò a dormire. Ho chiesto a Domitilla che cosa fa lei quando ha un terribile segreto.
cara de Papelucho
—Lo racconto a qualcuno — mi ha risposto.
— Ma, se è una cosa che non si può raccontare a nessuno?
— Allora scrivo una lettera.
—Tu non capisci niente — le ho detto. — È una cosa che non può sapere nessuno.
— Allora, scrivila a nessuno — mi ha detto, ed è scoppiata a ridere.

È notte e dovrei già dormire. Ripensando a quello che mi ha detto Domitilla, ho deciso di scrivere a "nessuno". come dice lei, ossia scriverò un "diario", come dicono gli altri. Quando lo avrò, sarò libero di non pensarci più.

Io avevo nel mio laboratorio una bottiglia con una pozione. Era con mole cose, tra cui due scatole di fiammiferi, detersivo, miele d'api, un po' d'olio, crema per i viso e polvere. La mia idea era di vedere cosa succedeva, e per questo l'o usata per fare un sandwich per qualche topo goloso.

"Papelucho",
di Marcela Paz
Anicia s.r.l., Roma, 2006
traduzzione:
Giovanna Mazzuca
illustrazioni:
Yana Bukler,
pp. 4-9

Ho lasciato un sandwich sul mio comodino, ma quando sono tornato, no c'era più. E Domitilla mi ha detto che se l'era mangiato. È naturale che io no potevo dirle che si era avvelenata. Ma le ho chiesto che farebbe se sapesse di dover morire.

— Farei i salti di gioia — ha detto — perché la morte è la felicità del povero.
— E che altro faresti?
— Farei una festa e spenderei mille pesos solo per mangiare...
— Tieni — le ho detto. — Ti do quello che c'è nel mio salvadanaio (trentadue pesos). Mangiati qualcosa di buono, ma sarebbe meglio che ti confessassi.
Papelucho haciendo sandwich
(Illustrazione di Yola, 1947, prima edizione di Papelucho. Colori di Marta Carrasco)

Mi ha guardato con un'expressione da furbetta e mi cha chiesto:

— Perché pensi che morirò?
— Perché la morte arriva quando meno te lo aspetti — le ho risposto, e mi sono chiuso nella ma stanza a pensare.

Ho pensato che dovevo dirle cosa le stava succedendo, ma poi ho pensato che forse sarebbe morta d'infarto. Perché non è così sicuro che morirà per il veleno. Ê chiaro che, se muore, io dovrò consegnarmi alla polizia. Scriverò una lettera ai miei genitori e poi mi consgenerò e quando avrò scontato la pena, no sarò più colpevole.

In prigioni posso studiare per diventare inventore, perchè avrò tutto il tempo che voglio per farlo. E, forse, quando inventerò quello che inventerò, mi assolveranno e fine.

"Papelucho quasi orfano"
secondo libro
Anicia s.r.l.,
Roma, 2007

Questo pensiero mi rende più tranquillo. Ma la cosa più terribile è aspettare che arrivi la morte. O meglio, a volte vorrei che morisse subito per sistemare la mia situazione una volta per tutte.

"Papelucho detective"
terzo libro
Anicia s.r.l.,
Roma, 2009

All'ora del tè, l'ho vista pallida e ho sentito un blocco allo stomaco. Le ho chiesto cosa avesse e lei è scoppppiata a ridere.

— Sembra che tu stia diventando matto — mi ha detto. — Mi chiedi sempre delle cose... e mi guardi con certi ochi... — e si è messa a ridere un'altra volta. Ê una fortuna che Domitilla non abbia figli e lei dice che nessuno sentirà la sua mancanza. Questo è molto tranquillizzante.

Ora comincio a pensare che non è così sicuro che si sia mangiata il sandwich, e che mi abbia preso in giro. Voglio credere che, dato che è così bugiarda, mi abbia mentito un'altra volta. Con questo pensiero sono certo di riuscire a domire.

1 Gennaio

Domitilla non è ancora morta. Ho fatto...



(Prime pagine di "Papelucho".)

Comienzo